Io di mio ho capito che per riuscire ad avere una parvenza di vita avventurosa, l’unica cosa che posso fare è decidere di prendere un treno random al mattino.
Mi spiego meglio, al mattino, per raggiungere il quotidiano luogo di torture e abusi detto “ufficio”, ho a disposizione un range di treni che partono dal 7:00 am treno di addormentatissi pendolari, al treno delle 8:30 popolato da chiassosi studenti universitari.
In mezzo tutta la fauna umana di noi pendolari.
Quindi al mattino, a seconda di vari fattori che vanno dal mio umore sino alla problematica digestione di qualche raffazzonato piattone da single, decido il mio treno del giorno.
Ad esempio, stamattina a farla da padrone e ago della bilancia è stato un piccolo stronzissimo cacciatorino di puro suino che mia madre mi ha rifilato nel pacco del figlio, il giorno di Natale.
Per chi non lo sapesse, il pacco del figlio è quella specie di sacchetto che i tuoi ti mollano dopo che sei passato a trovarli e che di norma contiene cose indicibili, tipo:
- Olio, ma vero olio colore verde fluorescente;
- Insalata, ma vera insalata, con almeno un chilo di terra incorporata, che per pulirla ti ci vorranno un paio d’ore, ma inutilmente che tanto un grumino di terra sotto i denti ti arriverà;
- Le olive sott’olio fatte in casa, amare come il fiele;
- Le melanzane sott’olio fatte in casa, con tanto di quell’aglio che quando le apri, i tizi del piano di sopra decidono di chiamare i RIS, sospettando un cadavere in via di decomposizione.
- Se sei fortunato una caterva di frutta che non consumerai mai a meno di mangiare mandarini ogni mezz’ora per la prossima settimana. Tenendo conto che tu odi i mandarini.
Nell’ultimo pacco mia madre ha pensato bene di rifilarmi alcuni di questi mitici cacciatorini di puro suino, che, come ho ben presto scoperto, puzzano da morire ed hanno un fattore di digeribilità bassissimo.
Insomma ieri sera preso dalla fame e dalla noia, ne ho mangiato uno.
Esito?
L’arsura non mi ha fatto chiudere occhio, e quando questo è successo gli incubi l’hanno fatta da padrone.
Alle 6, quando la prima sveglia iniziò a suonare, in bocca avevo una specie di deserto dei tartari, ma con molti più cadaveri. Un set di Samsonite sotto gli occhi e lo sguardo più intelliggente della mia vita, fate vobis come sono di solito. La decisione di prendere il treno delle 8:30 mi è sembrata la più logica, anche se quella di chiamare e fingere un attacco di diarrea non mi dispiaceva affatto.
Qualche volta gli amici mi chiedono come faccia a trovare idee per i miei fumetti. Alcuni le definiscono visioni oniriche. Io che conosco la realtà dei fatti le chiamo “I frutti del pacco del figlio“.
E’ proprio vero, l’ispirazione non sai mai da dove potrà arrivare.